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Noi siamo qui:  San Giorgio di Gioiosa Marea

Una breve panoramica della nostra località

Quella di San Giorgio è una delle ultime spiagge del comune di Gioiosa Marea. Si tratta di una bella e lunga distesa di ghiaia fine orlata da pendii rocciosi e bagnata da un bel mare cristallino e trasparente, con acque digradanti e quasi sempre calme. Ben attrezzata con ombrelloni, lettini e ristorantino affacciato sul mare, la spiaggia è indicata per famiglie con bambini.

Fonte: QSpiagge.it

Origine della Tonnara di San Giorgio

Nel 1407, re Martino I di Aragona concesse al barone Berengario Orioles Lanza “il Giorgio di Giojosa” per il calo della Tonnara. Da allora la pesca del tonno ha caratterizzato l’attività di questo centro marinaro fino agli inizi degli anni sessanta del Novecento, rendendolo uno dei più prestigiosi in tutto il territorio regionale anche se oggi, dell’assetto originario, restano solo l’impianto planimetrico, la volumetria e alcuni brandelli della parte abitativa.

Fonte: Wikipedia

Le origini del primo abitato sono fatte risalire alla liberazione dell’Isola dai Saraceni effettuata dal conte Ruggero d’Altavilla nel 1062. Sotto il regno di Federico III di Aragona, essendo l’Isola “travagliata da stragi, guerre intestine e pestilenze” si crearono le cosiddette capitanie a guerra nelle città demaniali e nella vicina Patti fu nominato capitano Bonifacio d’Aragona e successivamente Vinciguerra d’Aragonache a Gioiosa Guardia costruì un castello (attualmente in stato di secolare abbandono). Fu quest’ultimo che sul Meliuso vide la necessità di “fabbricar una torre e ne attuò l’idea” in un luogo “tutto di pietra calcare massiccia” ove sorse l’Oppidum Guardiae Jujusae. L’importanza di Jujusa Guardia era magnificata dalla sua posizione: “a ciel sereno dominava un orizzonte immenso che spaziava dalle Eolie (specie Vulcano e Lipari) all’Aspromonte di Calabria, al Capo di Messina, dall’Isola di Ustica a Capo Gallo a Palermo, al Monte Pellegrino e dalle Madonie all’Etna“. Nel XV secolo sorse la cosiddetta Chiesa del Giardino, probabilmente costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea madre, simile a quello dedicato al culto di Artemide sorto, invece, in cima alla poco distante rocca di Capo Calavà.