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La vendita di un bene vincolato a Museo – Parte III^

L’Albergo-Museo al Rush Finale?

L’Amministrazione Comunale pro-tempore e il Vice-Sindaco Piraino Salvatore, scrivevano al Curatore e al Giudice Fallimentare – Avv. Gatto Paolo e D’Arrigo Cosimo – oltre a fare le loro rimostranze per essere stati estromessi dal Bando, chiedevano di prendere visione degli atti rilevando come nel Decreto di assegnazione dell’immobile nessuna menzione venisse fatta sull’esercizio del diritto di prelazione da parte della Regine Siciliana Assessorato Beni Culturali, notificata a suo tempo al Curatore del fallimento e altrettanto inverosimile appariva la negazione del diritto di accesso agli atti in quanto gli scriventi non avevano titolo.

 

Chi doveva attivarsi: la Soprintendenza, la Regione Siciliana? In occasione del nostro  Convegno del 15 dicembre 2018 la Dott.ssa  Angela Pipitò, nell’intervista, affermava la circostanza del ricorso al TAR da parte degli Organi regionali, circostanza che ha avuto i suoi echi sulla stampa regionale ad opera di Italia Nostra.

Intervista Dott.ssa A. Pipitò

Probabilmente sarebbe stato più efficace che il Comune adisse al TAR per l’esclusione.

Ma c’è chi dice che “Ubi maior, minor cessat!”

L’unico documento reso pubblico pertanto è quello avuto dagli Uffici regionali:

Poiché ciò è avvenuto in violazione del diritto di accesso agli atti amministrativi  negato a membri della PA che intendevano verificarne la validità e legittimità.

Concretamente come può essere avvenuto che la Regione Siciliana abbia esercitato un diritto di prelazione decretato con procedura d’urgenza senza che esso abbia prodotto la sua efficacia giuridica o addirittura tenuto in non cale?

O dobbiamo credere – da noi la verità non è quella “scritta” ma “quella parlata” – che la Regione Siciliana non abbia fatto valere le sue ragioni in sede di contenzioso preferendo condizionare la Ditta (Canalis) in sede di autorizzazioni ubanistiche-architettoniche che verrebbero gestite dalla Soprintendenza di Messina?

L’accesso al Dossier contenente gli atti amministrativi posti in essere dai privati, dalla Soprintendenza di Messina, dall’Assessorato Regionale in oggetto e dal Curatore fallimentare può mettere in chiaro la validità e legittimità dei medesimi di cui è stata impedita la verifica in corso d’opera.

Prof. G. Alibrandi

 

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